ESSERE CLOWN NON E' UNA TECNICA.

E’ PIUTTOSTO UNA CONDIZIONE DELLO SPIRITO....

E’ GUARDARE IL MONDO DA ESSERI UMANI

info@ciridiamosu.it tel. 329 4219904

L'ALLEGRIA È UNA BUONA TERAPIA, RIDERE AIUTA A SENTIRSI MEGLIO E A GUARIRE PRIMA

La Comicoterapia, Clownterapia o Gelotologia (dal greco ghelos, risata) disciplina di supporto al percorso di guarigione e metodo di integrazione alla medicina tradizionale, si basa sulla considerazione che il miglioramento dello stato d’animo del soggetto assistito, attraverso complessi meccanismi neuro-endocrini, si riversa positivamente sul suo equilibrio immunitario e le sue abilità relazionali. In una parola sulla sua salute psico-fisica

Per questo portare la risata e le emozioni positive nei contesti sociosanitari, attraverso la figura del Clown Dottore, favorisce il processo di umanizzazione dei luoghi di cura e aiuta ad accendere la scintilla vitale: in senso terapeutico si forniscono alla persona in difficoltà gli strumenti per attivare le proprie risorse! In senso Sociale il Clown Dottore diviene “creatore di comunità” contribuendo a destrutturare assetti sociali di esclusione.

La Gelotologia, prendendo le mosse dai più recenti studi di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI), studia e applica le potenzialità del ridere e delle emozioni positive in funzione di terapia, prevenzione, riabilitazione e formazione.

IL CLOWN DOTTORE: CHI È?

Il Clown Dottore e il Volontario del Sorriso dell’associazione Ci Ridiamo Su sono operatori socio-sanitari-culturali professionali che operano attraverso le arti della clownerie (gioco comico o poetico, umorismo, prestidigitazione, burattini, musica, teatralità) e attraverso la “metafora terapeutica”, al fine di mutare segno alle emozioni negative delle persone con disagio di tipo sanitario e/o sociale ed avviare/supportare un processo di guarigione.

La denominazione Clown Dottore, che pone insieme il concetto di Cura–Dottore e Gioco–Clown, lo differenzia dal normale clown.

È una figura basata su un percorso formativo che prevede lo sviluppo di 2 aree di competenza: ARTISTICA e PSICO–SOCIO–PEDAGOGICO-SANITARIA

Chi svolge questa attività, dopo una formazione seria e qualificata, si sottopone a processi di formazione periodica e di supervisione costante.

FORMAZIONE

La formazione è specifica per interagire in un ambiente difficile e complesso, poiché diversamente formato l’operatore potrebbe non essere in grado di leggere i segnali emergenti nella situazione specifica in cui si trova ad operare, con il rischio di superdosare ( o sottodosare) il proprio intervento e di non finalizzarlo specificamente al contesto.

CONTESTI

L’Associazione CI RIDIAM0 SU svolge la maggior parte della propria opera nelle situazioni di disagio, anche grave, proprio là dove sofferenza, dolore e paura trovano maggiore espressione, immettendo le emozioni positive (di cui il ridere è una delle più potenti, in particolare se coniugato con l’amore ed il senso della comunità) nei processi di terapia e riabilitazione al fine di migliorare la qualità della vita delle persone e della comunità.

- Nell’ambito, ad esempio, di un ospedale o una casa per anziani, l’approccio gelotologico incide anche e profondamente sulle aspettative, sulle motivazioni e sui vissuti dei degenti/utenti e del personale ed è così in grado di migliorare l’efficienza complessiva della struttura ed umanizzare la comunità.

- Per persone diversabili ma anche comunità con bambini e/o adulti con disagio sociale e/o malattia psicofisica, l’approccio possiede caratteristiche di reinserimento sociale, rimozione dello svantaggio sociale, prevenzione, e vuol essere finalizzato al mantenimento delle capacità cognitivo/comportamentali e neuromotorie dei partecipanti, fornendo un’esperienza positiva e gratificante sia per i livelli di autostima, sia, di conseguenza, per il miglioramento delle suddette capacità.

- Nelle attività nelle scuole i progetti riguardano la prevenzione primaria, l'educazione alla salute, la rimozione del disagio scolastico, le classi cosiddette difficili.

- In missioni Umanitarie, sperimentando una nuova modalità di relazionarsi, non fondata solo sul dare, ma sullo scambio e sull’interazione

CI RIDIAMO SU

- È membro della Federazione Internazionale !Ridere per Vivere! (www.riderepervivere.it) e dell'Istituto di Ricerca, Documentazione e Formazione su Gelotologia e Nuove Scienze "Homo Ridens" (www.homoridens.net), punti di riferimento nazionali sull’importanza del ridere e delle sue applicazioni teoriche e pratiche;

- aderisce alla Scuola Europea di Alta Formazione per Clown Dottori e Gelotologi “Norman Cousins” con sede ad Orvieto alla Terra del Sorriso (www.homoridens.net/terra-del-sorriso). La Scuola rappresenta la punta di eccellenza della formazione in Gelotologia secondo uno dei metodi formativi più accreditati del panorama italiano ed europeo.

La sua formazione è riconosciuta dal MIUR.

Progetto SATURNINO - Comicoterapia in Day Hospital Oncologico al MP Arezzo di Ragusa

Progetto SATURNINO - Comicoterapia in Day Hospital Oncologico al MP Arezzo di Ragusa

Oggi “Ci Ridiamo Sù” vuole portare avanti un nuovo ed importante impegno: il Progetto “SATURNINO” che prevede l’inserimento della Comicoterapia presso il Reparto di Day Hospital Oncologico dell’ospedale “MP Arezzo di Ragusa” da fine gennaio 2017 a fine gennaio 2018…(e lavoreremo per portarlo avanti negli anni successivi!).

L’idea nasce dalla volontà dei familiari di Giovanni Saturnino che insieme a lui hanno affrontato il caparbio travaglio di VITA, credendo fortemente nella necessità di introdurre le buone emozioni nelle pratiche ospedaliere e, in special modo, in oncologia.

IL PROGETTO IN SINTESI: La persona in stato di difficoltà, come chi sta attraversando una malattia oncologica, vive una condizione difficile da descrivere: per lo più, pur nella pena più assoluta, e proprio per questo, essa ha fame di emozioni positive. Durante le lunghe ore di degenza, in cui, oltre al disagio, si vive una noia che rafforza i pensieri e le emozioni negative, è allora un benefico shock interagire con un alieno, quale il Clown Dottore può apparire alla persona ammalata. Questo shock è in grado di attivare una spirale virtuosa di miglioramento e guarigione “in senso ampio”. A questo pensiamo quando approcciamo le persone in difficoltà: operando un cambiamento di prospettiva, ci distacchiamo dalla malattia e ci rivolgiamo alla parte sana della persona, parte che ha diritto a essere considerata e che tutti dimenticano. Un paziente oncologico in fase acuta è, infatti, prima di tutto una persona ed è alla sua parte fanciulla che il Clown Dottore parla, non al paziente ammalato, per attivare quell’energia vitale (fatta di gioco, sogno, fantasia, relazioni) che è ancora in lui e che può essere molto utile al miglioramento.

OBIETTIVI DEL PROGETTO: - Strutturare momenti di Comicoterapia; - Stimolare la socializzazione attraverso l’“intervento” dei Clown Dottori (compatibilmente con la struttura ospitante ed i tempi di degenza), che siano in grado di alzare il tono dell’umore del paziente e, di conseguenza, le sue difese immunitarie; - Coinvolgere, in questo miglioramento, le figure di riferimento per il paziente (i parenti), in modo da far calare i livelli di ansia e stress, nonché le figure sanitarie che quotidianamente accudiscono l’utente, in modo da facilitare lo svolgersi delle pratiche ospedaliere; - Contribuire al miglioramento della degenza, restituendo alla persona ospedalizzata parte del proprio mondo, perduto durante il ricovero; - Offrire agli operatori sanitari un modello d’intervento e d’interpretazione, in modo da ottimizzare la relazione con la persona ospedalizzata, finalizzato all’umanizzazione della struttura.

FASI E DURATA DEL PROGETTO: 1. Fase preliminare: a) incontri con la direzione ASP, il reparto e lo staff, al fine di presentare il lavoro che verrà svolto; b) una conferenza stampa e un Convegno ECM di apertura con esponenti e ricercatori internazionali in materia gelotologica coinvolgendo l’ordine dei medici e la realtà socio-sanitaria provinciale. 2. Fase operativa: a) due interventi settimanali mattutini concordati col reparto ospedaliero, di due ore e mezza ciascuna per undici mesi b) organizzazione di performances, eventi, spettacoli comici in occasione di festività; c) costante autovalutazione del progetto e supervisione psicoterapica degli operatori; d) valutazione del progetto. 3. Fase conclusiva: Convegno ECM e Conferenza stampa finale L’attività si terrà all’interno della struttura e verrà condotta contemporaneamente da 2/3 Clown Dottori (in base alle esigenze) formati con esperienze professionali in ambito socio-sanitario e teatrale.

DESTINATARI DEL PROGETTO: Destinataria dell’intervento sarà l’intera Comunità del reparto, non solo i degenti quindi, ma anche i parenti, il personale ospedaliero e il personale volontario.

Il nostro progetto non prevede alcun costo per l’Azienda Sanitaria e si avvia interamente grazie ad una rete sensibile di partner privati che credono nella sua fattibilità e operatività per la durata di un anno, anche se la nostra intenzione è quella di garantirne continuità. Siamo consapevoli che si tratti di un’idea ambiziosa, ma crediamo nella nostra attività e nei benefici che “un sorriso” possa regalare a chi in questo momento vive un forte disagio. Il nostro operato coinvolge ed appassiona la comunità ospedaliera, quella cittadina e provinciale, genera emozioni e riceve consensi per la solidarietà che esprime. Vuol essere un modello di cittadinanza attiva e sensibile.

COME AIUTARCI ?

COME AIUTARCI ?
Con la legge Finanziaria (Legge 27 dicembre 2006 n. 296), anche questo anno puoi destinare il tuo 5X1000 a !CI RIDIAMO SU'!, aiutando i Clown Dottori e i Volontari del Sorriso a portare la gioia e il conforto nelle situazioni di disagio. Aiutarci è semplicissimo ! Su tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi (Modello Unico, 730, CUD ecc.) compare un riquadro appositamente creato per la destinazione del 5X1000. Nel riquadro sono presentate tre aree di destinazione del 5 per mille. Scegli quella dedicata al "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale" (la prima in alto a sinistra). È sufficiente la tua firma e il numero del nostro C.F. 92030120882 Il 5X1000 non è un onere aggiuntivo per il contribuente, si tratta di una frazione di imposte che lo Stato ha deciso di conferire agli Enti del Terzo Settore per svolgere le loro attività di utilità sociale. Per informazioni potete contattarci scrivendo a ciridiamosu@gmail.com . Stampa e conserva questa pagina insieme ai documenti per la dichiarazione dei redditi e, se puoi, diffondi il nostro appello tra i tuoi amici e colleghi. GRAZIE DI CUORE !

BOMBONIERE SOLIDALI

BOMBONIERE SOLIDALI

In occasione di Battesimi, Comunioni, Cresime, Lauree, Matrimoni, Nozze d'Argento, Nozze d'Oro, Pensione, Regali e ogni altra ricorrenza festeggia con una Bomboniera o un Regalo Solidale dei Clown Dottori dI CI RIDIAMO SU'.

Sono tante le occasioni da festeggiare con parenti e amici che possono trasformarsi in importanti gesti di altruismo. Puoi far sì che i momenti di gioia della tua vita diventino un atto di solidarietà e allo stesso tempo un ricordo di un gesto d'amore. Il tuo aiuto contribuirà a diffondere la gioia, attraverso i progetti rivolti a chi si trova in difficoltà.

Con i nostri doni, i tuoi parenti e amici riceveranno la testimonianza di un tuo importante gesto di solidarietà.
Scopri i modelli di Bomboniera e Pergamena Solidale disponibili, scegliendo a seconda dell'evento che vorrai festeggiare.
Sono semplici, belli e ci sostengono!

Info 329 4219904 ciridiamosu@gmail.com

giovedì 5 luglio 2018

FACCE DA CLOWN


Ci Ridiamo Sù APS con il Grest del Cantiere Educativo Fontana del Villaggio di Scicli.

Ognuno di noi porta dentro il proprio clown. Trovarlo e usarlo è lavoro lento e difficile per gli adulti ma non per i bambini che ancora privi di meccanismi di autodifesa e di autocensura sono maggiormente disponibili a mettersi in gioco e ad esplorare. Col Clown il bambino ha modo di esplorare tutte le potenzialità della sua creatività, impara ad affrontare in modo originale situazioni che possono sembrare difficili, si diverte e supera la paura del giudizio.
“Il clown è colui che specchia in sé le debolezze, i limiti, le paure di tutti gli uomini del mondo, in un’accettazione illimitata della propria umanità, in un' arte basata sul dare sempre qualcosa di sé”. Il nostro clown è quello che sta dalla parte del cuore, dell'uomo, per il quale la libertà, la gratuità e il dono disinteressato anche solo di un sorriso sono l'aria che respira sin dalla nascita. Ma sorridere non è sempre facile al giorno d'oggi e a volte non è sufficiente solo la bocca: ci vuole anche il naso.....quello rosso.

Questo laboratorio ci ha portato a scoprire nella figura del clown una ricchezza inesauribile, come lo è la fantasia dell'uomo.
Finalità: Il clown con la poesia del suo corpo che racconta, narra, salta, danza, corre e dona gioia è una figura che si presta moltissimo a un lavoro educativo con bambini e ragazzi: permette di far emergere il proprio modo di relazionarsi con sè e con gli altri, aiuta a provare canali di espressione prima inesplorati, consente di scoprire e sperimentare il proprio corpo svelando nuove incredibili potenzialità, favorisce lo sviluppo della personalità, della socializzazione, della conoscenza di sè,.. Il naso rosso, la maschera più piccola del mondo, permette a chi lo indossa di superare barriere, tensioni, paure con la forza dell'ironia e del divertimento donando la possibilità di far emergere (in chi fa il clown e in chi lo osserva) qualità, emozioni e sentimenti positivi che normalmente non trovano spazio di espressione nella "solita" quotidianità.
Obiettivi educativi: Affinamento della conoscenza di sè in rapporto con gli altri, Presa di conoscenza dei propri limiti e delle proprie qualità, Sviluppo della socializzazione, accettazione dell'altro e delle diversità, Valorizzazione delle capacità e caratteristiche di ognuno, Scoprirsi protagonisti attivi della propria vita, Sviluppo della concentrazione e della capacità di ascolto, Sviluppo della spontaneità, della capacità di mettersi in gioco e superamento della timidezza.


10 lug '18 - Il Cuore in una barchetta di carta...

Il Cuore in una barchetta di carta...le parole verranno !

L'anno scorso abbiamo portato "il mare dentro" al DH Oncologico del MP Arezzo di Ragusa Ibla nell'ambito del Progetto Saturnino - Comicoterapia in Dho (
https://www.facebook.com/notes/ci-ridiamo-sù/i-clown-dottori-di-ci-ridiamo-su-portano-il-mare-dentro-al-dh-oncologico-del-mp-/1530070467051387/).

Quest'estate invitiamo tutti voi, grandi e piccini, a costruire e colorare una barchetta di carta che un'onda pulsante, tramite noi, arriverà fin al reparto.
I Clown Dottori e i Volontari del Sorriso di CI RIDIAMO SU' 

Vi aspettiamo al Prima Classe martedì 10 luglio dalle 18.30 alle 20.00

La partecipazione è libera, gratuita e rappresenta uno spazio per ridare senso di comunità  ;)

23 giu '18 - Semi di Clown. Una porticina gialla e...

Iniziano i tirocini in Pediatria dei Volontari del Sorriso di Ci Ridiamo Su!

Dietro le quinte...Piccoli Nasi Rossi Crescono


L'arte dello stupore...e della Cura! Ci Ridiamo Su APS con l'Associazione "Piccoli Fratelli" di Modica "Il lavoro sul clown è lo studio dell’anima umana. Il ritorno alla luce. Ecco perché questo studio è cosi affascinante e paradossalmente impossibile. Non s’insegna al sole l’arte di brillare, lo si guarda e basta, così come si può ammirare l’anima umana ridere e danzare la danza del clown (...) Il clown è il ritorno all’origine, al meravigliarsi. Basta togliere le vecchie tappezzerie delle nostre certezze. Appare allora la fragilità, l’essere perso. Ciò che è pericoloso nella vita, diventa nutrimento indispensabile per il clown: esso si nutre di debolezze. L’arte dello stupore è la sua essenza..."

Il clown (ancorchè "dottore") nell'ambito sociale offre il meglio delle sue possibilità di OPERATORE DI BUONE EMOZIONI divenendo, di fatto, un EDUCATORE DI COMUNITA'. In ospedale a volte IL CLOWN DEVE FRENARSI, suo malgrado (e per professionalità), mentre nei contesti sociosanitari non sa solo far ridere di sè, ma libera la comicità degli altri.
"H" comunemente è la consonante che simboleggia la diversabilità. "H" non c'è nella parola Comicoterapia mentre la Comicoterapia è molto utile nella galassia Handicap!
Come inserire la Comicoterapia (Gelotologia) nel contesto dell'handicap?
L'analisi dei contesti è il primo dovere di chi si appresta alla relazione d'aiuto. In particolare, quando questa viene portata con metodi nuovi e, per certi aspetti, rivoluzionari. Tradotto per la Gelotologia e per i Clown Dottori che accompagnano la Diversabilità questo significa "semplicemente" progettare le attività a partire dall'osservazione dei comportamenti dei soggetti diversi, conoscerli personalmente uno a uno e solo più tardi iniziare ad operare.
E’ anche necessario che il personale del Centro sia informato e consapevole della nuova attività. L'abbigliamento usuale dei clown dottori in ospedale non è utile: il camice, seppure colorato, intimidisce, quindi lo abbiamo tolto. Anche i vistosi nasi rossi di gomma sono eccessivi.
Occorre un protocollo d’intervento. La duttilità dell'intervento e dunque un certo grado d’improvvisazione funzionale sono assolutamente necessari. Il protocollo prevede un "rito" introduttivo (la ritualità, la ripetizione è importante per offrire dei paletti di "riconoscimento"), una serie di attività laboratoriali di gelotologia (esercizi gioco) finalizzati dapprima alla creazione di un gruppo compatto e poi via via a complicare: gag, entreè ecc...
Obiettivo del lavoro è cercare di stabilizzare i livelli di socialità, cognizione, facendo liberamente esprimere le emozioni. E ben presto il Centro si anima di colori e risate. La capacità dei clown dottori sta nell’essere empatici ma anche nella loro grande professionalità derivata da una formazione molto attenta.
La figura del clown incapace di fare le cose per bene, di vestirsi per bene, di parlare per bene...non è forse molto vicina alla figura di un diversabile?
Ecco, il segreto è qui... è questa la partenza per "tirare" e far rimanere la persona con handicap in un "regno di mezzo" con un interlocutore suo "pari". In questo "regno" non c'è più handicap.

16 giu '18 - Racconti in valigia “Emozioni in festa”


16 giu ore 10.30 - Racconti in valigia “Emozioni in festa”
Laboratorio di lettura animata L’atmosfera meravigliosa e poetica di una storia dolce e delicata permetterà ai bambini di osservare i propri sogni e scoprire, magicamente, nella partecipazione e nella bellezza della condivisione la possibilità di realizzarli. Per attraversare il mare di questi sentimenti giocheremo e daremo voce alla creatività di ogni bambino. [a cura dell’Aps di Comicoterapia Ci Ridiamo Sù Ragusa e dell'Aps di Teatro Sociale Officina SocialMeccanica di Catania] Rivolto a bambini dai 6 agli 10 anni. Per la partecipazione è richiesta l'iscrizione.

La valigia compagna fidata del clown sarà la scatola magica da cui uscirà il racconto che ci accompagnerà in questi viaggio verso l’incontro, lo stare insieme, l’integrazione, lo scambio delle diversità proprio insieme al clown, il diverso e l’inadeguato per eccellenza. Una lettura partecipata, buffa, creativa, animata per arrivare all’essenza delle emozioni che abitano l’animo umano, in relazione alla valorizzazione di messaggi positivi, in controtendenza al generalizzarsi di comportamenti di separazione, violenza, intolleranza. L’albo illustrato che leggeremo durante il laboratorio è: Il postino dei messaggi in bottiglia di Michelle Cuevas e Erin E. Stead


Siamo in continua ricerca...

Il lavoro sul clown pone la persona davanti a se stessa e agli altri, porta a riflettere sul proprio modo di essere, sulle proprie potenzialità espressive stimolando a liberarsi dalle paure.
Essere clown è riscoprire spazi e tempi al di là di categorie razionali; è giocare con la realtà per reinventarla. La scoperta del clown non è nient'altro che la scoperta del gioco come espressione di noi stessi.
Il clown è un attore che è regista di se stesso. Che è talvolta anche drammaturgo. Un clown dunque non è mai nel punto dove si trova. Sta attorno a se stesso. Si dirige. Pensa come un ballerino. Danza. Si danza. Come a un attore che danza. Che pensa in forma di coreografia.
Qualche volta non pensa. Meglio: danza i suoi pensieri.
Al di là del naso rosso tradizionale si può cercare di intravedere il valore iniziatico che il clown incarna.
Il clown è venuto dal teatro al circo, dal circo al teatro, dal teatro all'ospedale...non esistono ricette per diventare clown, come in America, dove sono in commercio album con i costumi, le gag e il trucco e tu scegli dal catalogo il tuo clown.
Tu devi cercare in te il tuo clown, il tuo lato umoristico. E l'humor è come il tergicristallo della macchina. Non ferma la pioggia ma ci aiuta ad avanzare meglio. Il comico è un'energia misteriosa.
È della persona che si ride. I grandi clown da Toto' a Buster Keaton irradiavano la scena con una presenza in grado di fare ridere facendo "niente".
La grande Anna Magnani si lamentava che Toto' in palcoscenico con lei, le rubasse la "scena". Allora Toto' è stato fatto sedere da una parte e al buio e il pubblico ha riso ancora di più.
Fare ridere vuol dire avere un contatto. Noi ridiamo della tragedia dell'uomo. Si racconta, ma forse è leggenda, che il primo clown sia stato un ubriaco entrato per caso sulla pista del circo durante lo spettacolo e inciampando ha fatto ridere il pubblico. Da qui il naso rosso, che ci vuole ricordare i nasi degli ubriachi e i vestiti stracciati dei clochard. Un incidente, un'attitudine bizzarra, un abito inconsueto, una situazione anormale hanno fatto nascere l'Augusto. I clown nel circo facevano il loro pezzo tra un numero e un altro.
La prospettiva del numero del clown è il fallimento.
C'è l'idea che l'uomo non può sbagliare. Se sbaglia viene cacciato dal Paradiso Terrestre. Allora tutto deve essere perfetto. Tutto deve funzionare. Il pubblico si identifica nel fallimento e pensa: "a me questo non capiterà mai, guarda il clown quanto è stupido".
Il clown è lì e non per fare ridere, è lì seriamente. Perchè ha un estremo bisogno di lavorare e ha bisogno del pubblico.
Il clown ha dei dubbi. Lui non capisce ma vuole capire.
Non si può recitare il clown, si è. È un lavoro attoriale che cerca un sentimento profondo e indaga uno degli aspetti importanti della recitazione: essere veri. Quando noi piangiamo, non vorremmo piangere, il nostro volto resiste, ma accade, è vero. Le disgrazie al clown accadono davvero, e qui è la grande arte del clown e del teatro: una finzione che sembra vera, tanto vera è quella finzione.
La stupidità non si può recitare con intelligenza. Il clown non è un pagliaccio, ha una base tragica. La stupidità è il motore della invenzione. Il clown inventa perchè vuole risolvere la "catastrofe". E come nello "slow burn" (bruciare lentamente: tecnica di Stanlio e Ollio) attaccare un quadro alla parete si trasforma nella distruzione di un paese. A tutti noi sarà capitato un incidente, un'avventura inaspettata e improvvisa, una sorpresa, dove noi abbiamo reagito spontaneamente e in modo diretto, non psicologico, siamo rimasti "stupiti".
La tecnica della "candid camera" ci illustra facce vere, stupite, persone che vivono intensamente il sentimento dello stupore. Gli attori (loro malgrado) sono indifesi, increduli, immobili. Sono veri.
Lo stupore di fronte alla vita e alle cose è il sentimento principale del clown. Stupido deriva da stupito, sbalordito.
Il clown è stupefatto dalla vita, dalle cose e non capisce ma vuole capire.
Il motore del clown è la fame e la solitudine. Lui cerca contatti, inventa. Ogni giorno è nuovo. Ogni momento è nuovo. Lui non conosce i sentimenti. Sperimenta. Cerca. Vive la situazione in modo semplice, diretto, mai psicologico.
Il clown ha dei dubbi. Non è sicuro. Non è certo del presente. Quando parla è concreto, chiaro e semplice. Non fa filosofia, nè poesia. Non è però un gioco per bambini. Non è carnevale. È una tragedia. La tragedia della vita.
Il clown lotta per l'amore, per la pace, per l'amicizia. Il clown è un ponte, vorrebbe unire , vorrebbe che tutte le cose andassero bene e usa tutte le energie per capire. Non si può fare il clown a metà.
È questione di vita o di morte. Se non trova un contatto muore. E questo apre un altro aspetto importante della recitazione: essere al 100% nell'azione, crederci. Non si può nuotare a metà: Si affonda.
Il clown crede completamente in tutto quello che fa. I gesti sono chiari e semplici, perchè il clown ha "urgenza" di comunicare con il pubblico. Il suo essere in teatro è al 100%. Risolvere il fallimento e comprendere il funzionamento del mondo e delle cose porta il clown a sperimentare tante proposte, tante idee: questa è per l'attore la tecnica dell'improvvisazione diretta, mai psicologica, che risponde a delle regole tecniche precise (controtempo, doppia immagine ecc.), mentre per il clown è essere naif (nel senso di semplice e spontaneo).
Il clown è l'antieroe che ha accettato la sua debolezza, di non essere all'altezza della vita moderna. Questa sua debolezza gli dà una grande umanità e un grande spessore teatrale nel lavorare con temi semplici, addirittura quasi giocando. Questo è ciò che interessa l'attore e che investe l'arte della recitazione.
Non c'è mistero nella comicità. Si tratta di conoscere alcune verità semplici sul carattere dell'uomo, e servirsene nel proprio mestiere.
Ad esempio, nel mettere il pubblico di fronte a qualcuno che si trova in una situazione ridicola e imbarazzante. Quando un uomo passeggia nella via, non fa ridere. Messo in una situazione ridicola e imbarazzante, l'essere umano diviene un motivo di riso per i suoi simili. Ogni situazione comica è basata su questo.

Ho visto un re

16 aprile - 24 giugno

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25 giugno - 9 settembre

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Rassegna Stampa

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